Uganda, Bigasa
Raddoppio dei raccolti di caffè robusta nelle piccole coltivazioni
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Quando il trainer della Farmer Field School di Bigasa disse a Lubega Sulaiman, 68 anni, che sarebbe diventato un coltivatore di caffè di successo, questi gli rise in faccia. Ma a quattro anni dalla partecipazione al progetto di formazione, detiene una delle principali coltivazioni di caffè della regione.
I suoi concittadini l’hanno addirittura soprannominato "Muggaga", ovvero "uomo ricco" e molti coltivatori si rivolgono a lui per ricevere consigli: la sua coltivazione di caffè conta infatti ben 570 piante altamente produttive.
Ha deciso di investire il maggiore reddito in una capra e un centro di anatre da riproduzione, con lo scopo di generare ulteriori utili e migliorare nettamente la qualità della vita per sé e per la sua famiglia. Di recente ha potuto costruire una casa nuova, aiutare la figlia ad intraprendere una propria attività e mandare i nipoti a scuola.
La sfida
Nel 2003 Lubega Sulaiman era un coltivatore di caffè infelice: la maggior parte delle sue 50 piante da caffè erano ricoperte da erbacce o erano morte a causa della malattia detta CWD (Coffee Wilt Disease). Non aveva praticamente nessun reddito e non era in grado di mantenere la moglie, la figlia e i nipoti che si erano trovati obbligati a lasciare la scuola. A causa delle cattive condizioni igieniche, la famiglia di Lubega aveva problemi di salute.
In Uganda il sostentamento di oltre 2,5 milioni di persone dipende direttamente dalla produzione e dalla vendita del caffè. I guadagni sono molto bassi, con il PIL inferiore a 200 dollari annuali pro capite. Nella regione di Bigasa Sub la produzione di caffè è la principale fonte di reddito per i piccoli coltivatori. Mentre le pratiche di raccolta del caffè vengono attuate in modo discreto, le pratiche di lavorazione dopo il raccolto portano a un deterioramento della qualità del caffè.
Si osserva una grave carenza persino delle infrastrutture essenziali: la comunità non è ancora stata allacciata alla rete elettrica e le cliniche rurali sono attrezzate solo per prestare le cure di base. Inoltre, malattie e denutrizione sono all’ordine del giorno e gli abitanti non hanno neppure accesso all’acqua potabile.
Attività intraprese
Una Farmer Field School è stata fondata nel 2003 e ha accolto circa 3000 coltivatori, tra cui Lubega, che all’inizio non nascondeva il proprio scetticismo: come sarebbe mai potuto diventare un coltivatore di caffè di successo alla sua età, se non c’era riuscito neppure in gioventù? Tuttavia, decise di seguire gli insegnamenti, riuscendo così a riabilitare la sua piccola azienda, grazie ai semenzali, al concime ottenuto dai vicini e aggiunto al suolo, e ai nuovi alberi da ombra.
Se gli si domanda di quegli anni di intensa formazione, Lubega afferma: “L’agronomo era così insistente da farmi sentire a disagio quando durante le sue visite trovava qualche mancanza da parte mia nel mettere in pratica i suoi consigli.”
Già durante il primo anno di formazione l’azienda di Lubega era visibilmente migliorata, inducendolo quindi ad acquistare altri semenzali. Dall’inizio del training ad oggi si riscontra un notevole miglioramento nella qualità del caffè prodotto nell’ambito del progetto Bigasa; inoltre, i coltivatori hanno raddoppiato i raccolti.
